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Creativity Comes From Fairytales

In ogni buona storia, la vicenda è indissolubile dall'ambientazione. Fatti, luoghi e personaggi si dovrebbero appartenere l'un con l'altro, in modo da rendere impensabile isolarne uno e sperare di far funzionare il resto.

 

A onor del vero, questo progetto avrebbe funzionato a prescindere. Ma essere collocato dentro un villaggio Hobbit (sì, con le porte fatte così e le stanze incavate dentro le collinette) lo ha reso semplicemente indimenticabile.

 

Il titolo "Creativity comes from Fairy Tales" è ben esplicativo dell'atmosfera e dei contenuti che si è cercato di costruire. Già arrivare al luogo, vicino ai monti Velebit, è stato letteralmente un viaggio. La Croazia, da qui in poi Hrvatska, perché quello è il nome originale e chi scrive pensa che tradurre i nomi dei luoghi porta perlopiù malintesi, può essere sorprendente. Per archetipo, di questo paese ne conosciamo perlopiù la parte balneare, con poche escursioni nell'entroterra. Ma nei progetti Erasmus, gli archetipi si esplorano di più. Dopo aver attraversato il confine ci dirigiamo verso il parco nazionale Velebit con il fidato Flixbus, fino ad un piccolo villaggio. Dopo un caffè al terminal (immaginate il group leader sconvolto dal non aver trovato il ginseng, suo piccolo personale guilty pleasure. La consapevolezza di non poterlo avere per 10 giorni lo consuma.), incontriamo gli organizzatori che ci raccolgono in una spaziosa auto e approdiamo al Kamp Velebit, secondo gruppo ad essere arrivato.

 

L'atmosfera è grande. Dopo esserci piazzati nelle nostre stanze ed aver provato in anteprima le docce, accogliamo l'arrivo dei vari gruppi nazionali uno per uno, con gli ultimi, giunti via auto, arrivati alle 2 di mattina, accolti dagli ultimi tizzoni del falò e dai temerari rimasti svegli.

 

Il giorno dopo iniziano le varie attività, tutte viste attraverso il filtro della favola come strumento di identità culturale. Si passa a dinamiche conoscitive delle varie favole provenienti dai vari paesi, nella loro versione più originale che conosciamo, ad attività più kinestetiche che sfruttano la peculiarità del luogo, passando per dinamiche di pura creazione di nuovi contenuti creativi, scritti e grafici (in effetti, potete trovare nell'area souvenir il Talebook del progetto scaricabile).

La cena è un momento culturale a sua volta, essendo stata ciascuna serata affidata ad un diverso team culturale: mentre dagli italiani ci si può aspettare una irragionevole quantità di pasta manteccata in un enorme pentolone da reggimento e una generosa ribollita come secondo, chi vi scrive ha trovato sorprendente la dedizione del gruppo polacco: aperitivo con zapiekanka, altrimenti detta "bruschetta dell'artista", perché è esattamente quello, pane tostato in forno con una miriade di combinazioni possibili. Zurek, la tradizione zuppa. E pierogi, i tipici ravioloni fatti a mano con ripieno di formaggio e patate.

Le giornate si chiudevano con le rituali presentazioni dei vari paesi, ma soprattutto con il cerchio attorno al falò, dinamica che ci ha riportato non indietro nel tempo, ma "di lato". L'essere circondati da natura e montagne, con un freddo autunnale che di notte si faceva sentire ed un grosso aerale che distanziava le varie zona notte, zona giorno e falò, portavano ad una dimensione dove una passeggiata fino alla cucina a portare degli snack o giochi di gruppo, la rendevano una cosa un po' da pensare. Non volevi dimenticarti qualcosa e dover tornare indietro a prenderla in balia del vento gelido. Questo rendeva il falò ciò che effettivamente rappresenta nei film fantasy, il punto sicuro di raduno in cui stringersi in cerchio, raccontare storie, suonare canzoni.

 

Personalmente, il momento indimenticabile per chi scrive è stato quando il proprietario del campo, Luka, si è unito a noi, per poi invitarci nel suo salone pieno di dipinti ed arredi in stile ritorno al tradizionale. Lì ci ha raccontato la storia della regione nel corso dei secoli ed abbiamo fatto il punto su quanto il mito abbia scritto le varie culture nello spazio e nel tempo.

 

Un progetto che ci ha dato tutti gli strumenti per capire Il Viaggio dell'Eroe di Christopher Vogler e ci ha approntato a declinare il mito in realtà e viceversa per meglio comprendere il mondo in cui ci troviamo.

M. Berto

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